L’intervista del mese. Il giornalista Marco Passarello ci parla di Home Theater e suggerisce cinque film per sfruttarlo al massimo

Home Audio, TV| 6 minuti

 

Marco Passarello è un giornalista specializzato in scienza e tecnologia e si occupa da molti anni di multimedia. Scrive per Nòva 24 e Nòva Tech (supplementi de Il Sole 24 Ore) e per Repubblica XL, è stato editor di AudioVideoFoto Bild, redattore di Computer Idea e ComputerBild, collaboratore di Rolling Stone, Focus, Wired. Appassionato di fantascienza, fa parte della giuria del Premio Urania. Lo trovate online con lo pseudonimo di Vanamonde (http://vanamonde.net/blog) e su Twitter (@Vanamonde65).

Abbiamo fatto una chiacchierata con lui sugli impianti Home Theater, sul suono 3D e… sul cinema.

LG Intervista del mese Marco Passarello

Ciao Marco! Secondo te perché un appassionato di cinema dovrebbe avere un impianto Home Theater a casa?

Può sembrare paradossale in un’arte essenzialmente visiva come il cinema, ma il sonoro è diventato sempre più fondamentale, non solo per la fruizione dei film di consumo, ma anche nella definizione dello stile di molti grandi registi. Oggi che con i Blu-ray è stato introdotto l’audio ad alta definizione, si può avere in casa un sonoro di qualità pari a quello di una sala cinematografica, purché sia riprodotto correttamente.

Da questo punto di vista, difficilmente un appassionato potrà essere soddisfatto della qualità ottenibile con il solo televisore. Questo perché i diffusori incorporati devono inevitabilmente scendere a compromessi con il ridottissimo spazio a disposizione nei televisori ultrapiatti di oggi. Inoltre, con la semplice stereofonia non solo viene a mancare la tridimensionalità del suono, che oggi è la regola nel cinema spettacolare, ma si rischia anche di compromettere in parte la comprensibilità dei dialoghi, che invece di essere isolati nel canale centrale vengono mescolati con il resto della colonna sonora. Per poter percepire un audio ad alta definizione in tutte le sue sfumature è perciò indispensabile un impianto ad hoc.

 

Puoi darci qualche suggerimento su come si posizionano le casse?

Per quanto riguarda il subwoofer, la sua posizione spaziale è relativamente poco importante, dato che le frequenze più gravi vengono percepite con tutto il corpo e non con il solo orecchio, e pertanto non contribuiscono a far percepire la direzione del suono. Può quindi anche essere posto lateralmente senza che questo sia un problema. Anzi, una posizione asimmetrica rispetto alle pareti può essere vantaggiosa, in quanto evita che si producano risonanze. È comunque buona norma che il subwoofer non sia troppo lontano dal televisore, o l’effetto potrebbe comunque risultare innaturale. E in ogni caso non deve essere a contatto con pareti o mobili. Un posizionamento nell’angolo sottolineerà particolarmente i bassi (sta a voi vedere se l’effetto è positivo o meno).

Per quanto riguarda gli altri diffusori, va innanzitutto mantenuta il più possibile la simmetria: i diffusori anteriori devono essere equidistanti dal televisore e dallo spettatore, quelli posteriori devono essere in posizione simmetrica rispetto agli anteriori, e così via. I diffusori anteriori dovrebbero poi essere posti ai due vertici di un triangolo equilatero in cui il terzo vertice è lo spettatore, e rivolti verso di lui.

Ovviamente tutte queste regole dovranno poi fare i conti con un ambiente reale, la cui forma potrebbe non consentire un posizionamento ideale, o in cui la presenza di mobili e superfici riflettenti o assorbenti può distorcere la resa dei singoli diffusori. È quindi importante che l’impianto disponga di un sistema di autoregolazione o, in alternativa, farlo regolare da un esperto.

 

Posto che il passaggio dalle due casse più sub al 5.1 è obiettivamente un salto avanti, secondo te quanto si guadagna, dal punto di vista del coinvolgimento, installando un 7.1 o addirittura un 9.1?

Premetto che a mio avviso non è essenziale avere un enorme numero di diffusori per avere una buona fruizione. Già una singola soundbar (che sfrutta le riflessioni del suono sulle pareti per simulare la presenza di diffusori posteriori) può ottenere un suono surround abbastanza convincente. E solo in ambienti molto grandi è indispensabile avere più di cinque diffusori.

Detto questo, è evidente che l’aumento del numero dei diffusori consente una migliore precisione nel posizionamento spaziale dei suoni, con un miglioramento del realismo nella visione dei film d’azione o dei videogiochi. Sta all’utente decidere se questo vale non solo l’aumento della spesa, ma anche della complessità dell’impianto: non dimentichiamo che ogni diffusore richiede un cavo (o due, se non è wireless).

 

Che cos’è il cinema 3D ormai l’abbiamo capito tutti, in sala o nel salotto di casa. Ma che cosa si intende invece per musica 3D?

L’idea di rendere tridimensionale il suono non è certo nuova. Già nel 1992 Sting vantava di aver realizzato il suo album “The Soul Cages” usando la tecnologia QSound che permetteva di dare ai suoni, entro certi limiti, anche un posizionamento verticale, e non solo orizzontale. Certo, quello di allora era un effetto molto difficile da percepire. Oggi sistemi come il 3D Sound Zooming di LG non si limitano a creare un illusione di tridimensionalità sfruttando la fase del suono, ma sono autenticamente tridimensionali, con altoparlanti aggiuntivi per “spostare” il suono in altezza. Mi pare un risultato notevole, anche se l’ideale sarebbe che venissero create musiche e colonne sonore apposta per questo tipo di impianti. Finché l’altezza spaziale dei suoni viene decisa da un algoritmo, per quanto sofisticato, cinefili e audiofili continueranno a preferire il suono originale: nessuno è più fanatico di loro riguardo all’autenticità!

 

Passiamo alla prova sul campo. Puoi suggerirci cinque film che, secondo te, dovrebbero essere visti necessariamente con un impianto Home Theater?

Intrigo Internazionale di Alfred Hitchcock, per godersi il remastering in 5.1 della celebre scena dell’aeroplano.

LG Home Theater 1

 

Velluto Blu di David Lynch, uno dei registi che hanno maggiormente curato gli effetti sonori.

LG Home Theater 2

Avatar di James Cameron, tuttora la pietra di paragone del 3D, non solo video, ma anche audio.

LG Home Theater 3

Tron Legacy di Joseph Kosinski, non un film indimenticabile, ma la colonna sonora dei Daft Punk merita.

LG Home Theater 4

Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, un altro film dove il sonoro è, semplicemente, fondamentale.

LG Home Theater 5

Last modified: 16 Marzo 2017

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