Quando Cenerentola invitò la Strega Cattiva #angoliocurve

Aspirapolvere, Elettrodomestici| 3 minuti

“Ti ricordi che domani vengono a pranzo i miei?”

ARGH! No, non me ne ricordavo, l’ho proprio rimosso! Un tentativo debole ed estremo dei miei neuroni di cambiare la realtà delle cose, come quando da bambina continuavo a ripetermi prima di addormentarmi che avremmo preso un cane, restando sinceramente delusa quando al risveglio non lo trovavo.

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Non che abbia grandi problemi con la madre di mio marito: lei è una donna colta e perfino piacevole, lui l’uomo meno mammone del Pianeta, capace di ascoltare le mie lamentele sulla sua famiglia con un savoir-faire e una diplomazia da ambasciatore.

Il risultato dei due fattori è che ci vediamo pochissimo e, nelle rare occasioni di incontro, rivestiamo ogni dialogo con una candida veste di urbanità: se ci deve essere un duello, lo affrontiamo impugnando un fioretto e un falso sorriso, invece che la mazza ferrata e un grugnito.

Tuttavia c’è una cosa che non sopporto di queste visite: senza volerlo lancio un’occhiata alla mia casa e all’improvviso la vedo con i suoi occhi

Come in una versione poco ortodossa di Cenerentola, a poco a poco svanisce l’incantesimo che solitamente riveste il disordine: la solita confusione, quella che dona alla casa un tocco un po’ bohémien, vista attraverso gli occhiali di mia suocera diventa crudo e trascurato disordine.

Nessuna stanza sfugge a questa grigia nuova realtà e in ogni angolo scorgo dettagli mai notati prima che potrebbero far inarcare le sopracciglia dell’ospite di domani.

Frégatene, dite voi, pur sapendo benissimo che riuscire a ignorare frecciatine e sguardi malcelati di disapprovazione della suocera è più difficile che resistere alla Nutella in una giornata di depressione.

Frégatene, dite voi, ma intanto sappiamo entrambi che ciò che mi appresto a fare è il decathlon delle pulizie e la maratona della messa in ordine, per dare alla mia amata casa la parvenza di un set da rivista di arredamento.

Con irritazione inizio a strofinare il bagno, minaccio il piccolo perché metta a posti giochi e colori e il grande affinché ritiri i vestiti appallottolati sulla poltrona in camera, e mentre riordino, ritiro e camuffo, mi chiedo perché, nonostante abbia appuntamento con la strega cattiva, non riceva alcun aiuto magico per affrontarla: dove sono la fata e i topini laboriosi?

Se voglio un lieto fine mi devo affidare alla tecnologia e invocare l’aiuto del mio fido robot, Hom-Bot Square di LG! Lui è la mia unica speranza: continuerà ad aspirare polvere e briciole mentre io sarò impegnata a scegliere con cura l’abito per il pranzo e a lucidare le decolletes di cristallo che, so già, mia suocera disapproverà con un’alzata di sopracciglia. Di nuovo.

[Post a cura di Giada Francia]

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…perché la pulizia non è curve, ma angoli!

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Last modified: 13 Aprile 2017

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