La sindrome del nido #angoliocurve

Aspirapolvere, Elettrodomestici| 3 minuti

Mio figlio ha ormai due anni ma ricordo bene cosa mi disse la pediatra durante la sua primissima visita “mi raccomando, si preoccupi di se stessa, del bimbo e poi di tenere in ordine la casa, un po’ di povere non vi ucciderà!”

Ci misi un bel po’ a darle retta, in preda com’ero alla “sindrome del nido”. Quando il piccolo dormiva, invece di farlo anch’io, mi mettevo a pulire come un diavolo della Tasmania, roteando a ritmi folli. Spesso mi ritrovavo a desiderare che lui dormisse per poter accendere l’aspirapolvere (per fortuna il rumore non lo turbava affatto) o stendere i panni che giacevano in lavatrice da ore.

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Ma mentre pulivo e ripulivo invece di riposare, non mi rendevo conto di perdermi dei giorni preziosi, che non sarebbero più tornati, per inseguire la polvere. Avessi avuto allora un robot aspirapolvere che lavorava per me!

I giorni in cui il tuo bimbo è così piccolo che può dormire sulla tua pancia senza che tu ne senta il peso, i giorni in cui dovresti prendere coscienza dei tuoi nuovi limiti e della nuova te, perché quella di prima, che non era mamma, non c’è più. E invece io mi facevo travolgere dalle faccende domestiche.

Poi ho capito e una domenica (il piccolo aveva un mese) ho detto a mio marito: “c’è la sagra delle mele, andiamoci! Basta star sempre in casa a riordinare!”

Già, perché la polvere ritorna invece i giorni che volano via no e i ricordi non sono fatti di pavimenti lindi e mensole spolverate ma di sorrisi, lacrime, luoghi e sensazioni.

Diciamoci la verità è più divertente passare la cera sui pavimenti oppure andare a far scrocchiare le foglie secche sotto i piedi ascoltando i gridolini stupiti del nostro bimbo? E’ più piacevole lavare i vetri delle finestre o trascorrere il pomeriggio in una sala tè con una buona amica? Ci ricorderemo più facilmente di aver pulito il bagno oppure di un giro in bicicletta con tutta la famiglia?

Per carità non sto scrivendo un’ode all’acaro o un inno al calcare, sia chiaro.
Ma il tempo scarseggia e non si può far tutto, chi afferma di riuscirci mente spudoratamente oppure ha la colf nascosta da qualche parte; non dovete cedere allo sconforto di questi paragoni.

Io per cavarmela ho iniziato ad essere un po’ più indulgente con me stessa, decidendo quali sono le attività casalinghe irrinunciabili e quali quelle procrastinabili. Insomma l’aspirapolvere tutti i giorni (meglio ancora se l’aspirapolvere è un robot che lavora al posto tuo), stirare quasi mai, per fare due esempi banali.

Difficile trovare l’equilibrio tra casa e vita, perché spesso si tratta di una battaglia fra sensi di colpa: quello della mamma contro quello della lavoratrice e insieme contro quello della casalinga, per non parlare di quello della moglie.

Perché noi non siamo soltanto una di queste cose ma tutte insieme ed è complicato far convivere tanti ruoli in una sola persona dotata di 24 ore al giorno. Ma tra casa, lavoro e vita io direi che bisogna tifare per quest’ultima che aiuta a vivere meglio tutto il resto.

[Articolo a cura di Michela Calculli: Mamma Economia]

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…perché la pulizia non è curve, ma angoli!

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Last modified: 13 Aprile 2017

2 Responses to :
La sindrome del nido #angoliocurve

  1. Barbara mfc ha detto:

    Mi ritrovo nelle tue parole 🙂
    Trovare l’equilibrio fra casa e vita é un lavoraccio quotidiano, che richiede energie, ma che ripaga! La sindrome del nido è sempre in agguato 😉

  2. kosenrufu mama ha detto:

    vivere la vita, questa è la parte più importante della nostra vita! per fortuna arrivano in aiuto gli elettrodomestici, così dopo aver passato l’aspirapolvere fuori per un caffè con l’amica del cuore!

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