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Storia dei formati home video

Home Audio| 4 minuti

L’opinione comune cade nel banale errore di identificare con l’espressione home video la semplice videocassetta. Attenzione però: non sono sinonimi. Con Home Video si identificano tutti quei vari prodotti che dagli Settanta in poi hanno permesso di fruire in modo privato opere audiovisive, servendosi di diversi formati e diverse tecnologie.

L’home video è una delle branche che ha fatto più progressi in breve tempo. In circa quarant’anni, infatti, gli home video sono passati dai primordiali Betamax ai modernissimi Blu-ray 3d, rivoluzionando il nostro modo di guardare la televisione. Per gran parte del tempo la videocassetta ha avuto un ruolo primario tra i supporti audiovisivi: ha infatti regnato incontrastata (nei suoi diversi modelli) dagli anni Settanta sino al 1995, anno della nascita del DVD, in grado di conferire una qualità d’immagine decisamente più alta. Un percorso tortuoso e fatto di grandi successi tecnologici. Un percorso ancora in fieri, dato che l’innovazione in questo campo sembra inarrestabile.

Il primo sistema di videoregistrazione finalizzato al libero mercato è stato il Betamax, che ha preceduto solo di qualche anno il VHS. Oggi il Betamax è sinonimo del passato: lo si nomina per riscoprire un mondo vintage e un po’ antico (come fa uno dei personaggi in una puntata dei Simpson) o lo ricordano i collezionisti e gli appassionati, legati affettivamente a questo formato di videocassette rilasciato nel 1975.

Il VHS (acronimo per Video Home System) è arrivato solo un anno dopo: è un sistema tutt’oggi ancora in uso, anche se le abitudini televisive moderne hanno imposto nuovi standard che portano il VHS ad essere considerato un po’ retrò. La differenza tra VHS e Betamax si trovava già a livello visivo: i nastri VHS erano di pochi centimetri più grandi di quelli Betamax. Tra i due sistemi scattò una vera e propria guerra della videocassetta, vinta a man basse, alla fine, dal VHS che divenne, di conseguenza, il sistema dominante per la registrazione domestica. Sul mercato si presentava in tre modelli: le cassette da 180 minuti (che costituivano il nastro standard), quelle da 240 minuti (che si appoggiavano su un nastro sottile) e quelle da 5 ore (300 minuti) dotate di nastro super sottile.

Negli anni Ottanta un terzo dispositivo entrò nella diatriba, ma fu destinato a durare poco: si trattava del Video2000, che contava di una cassetta più piccola del VHS e dotata della capacità di registrare su entrambi i lati, come avveniva per le musicassette. In questo modo le ore registrate a disposizione erano molte di più: fino a un massimo di otto, in un primo momento e di 16 in un secondo. Ciò nonostante ebbe vita breve: fu ritirato dal mercato nel 1989, solo nove anni dopo la sua realizzazione.

Un primo grande cambiamento (a livello tecnologico ma non a livello di utilizzo) avvenne con il Video CD (VCD) e per la prima volta il digitale prese il sopravvento sul nastro. Tuttavia il Video CD non ebbe, in ambito commerciale, molta fortuna e non riuscì mai a configurarsi come un vero e proprio rivale dei VHS.

La grande rivoluzione è datata a metà degli anni Novanta con il DVD, acronimo di Digital Video Disc: si trattava della prima tecnologia di lettura di dati video che consentiva una qualità dell’immagine fortemente migliorata rispetto ai predecessori. Le immagini chiare e nitide facevano balzare subito all’occhio le differenze con le precedenti videocassette. Anche grazie ad un accordo tra le major hollywoodiane, i DVD Video raggiunsero in breve tempo un boom senza precedenti che toccò gli apici nel 1999. Nei primi anni duemila le vendite subirono una crescita incredibile e i negozi di tecnologia contavano una vasta offerta di lettori e masterizzatori DVD, e moltissimi film e programmi si servivano di questo nuovo supporto. Solo nel 2004, secondo un’indagine fatta da Univideo, le vendite di DVD all’interno del territorio statunitense toccarono l’incredibile cifra di 15miliardi di dollari. Non male anche in Italia: i dati Simmaco sottolineano come le vendite abbiano toccato i 3,6 milioni di unità in quell’anno, il 21% di più rispetto all’anno precedente.

L’evoluzione più grande del DVD si è registrata con il Blu-ray Disc (BD), un supporto ottico che ha fatto la sua comparsa sul mercato nel 2002 e che si presenta, tutt’oggi, come il supporto per eccellenza della televisione ad alta definizione. Il Blu-ray offre la possibilità di contenere molti più dati rispetto a un DVD normale, 12 volte di più, grazie anche all’utilizzo di un laser a luce da blu (da cui il nome). Ultimo step (momentaneo) è quello del Blu-ray 3d, pronto a rispondere alle esigenze che l’era del 3d reclama a gran voce.

Last modified: 22 Novembre 2012

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