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La tecnologia NFC e i pagamenti con il cellulare

Senza categoria| 3 minuti

No, non è fantascienza. È presente. Pagare il biglietto dell’autobus (o quello della metropolitana, di un concerto e chi più ne ha più ne metta) con il proprio cellulare è oggi una possibilità concreta, già attiva in forma sperimentale in alcuni comuni del mondo e d’Italia, attraverso progetti pilota che anticipano solo di qualche anno quello che diventerà all’ordine del giorno. Si chiama Near Field Communications, sintetizzato NFC: è la nuova tecnologia di pagamenti mobili che permette tutto questo.

Si tratta di un grande passo in avanti nel mondo della telefonia: i nuovi cellulari verranno integrati con questa tecnologia trasformando il vostro apparecchio per telefonare in una sorta di badge (come quello aziendale). Insomma i pagamenti si faranno semplicemente avvicinando il telefonino (anche spento) a un lettore (sia esso posizionato sui tornelli della metropolitana o a ridosso delle convalidatrici sugli autobus pubblici). Diciamo addio ai biglietti stampati, la NFC è la frontiera del futuro.

Il grande vantaggio di questa tecnologia è quella di consentire di avere un portafoglio a portata di mano, sempre e comunque, che potrà essere utilizzato solo avvicinando il cellulare a un sensore a pochi centimetri di distanza. Del resto, Near Field Communications significa “comunicazione a distanza ravvicinata”. Si tratta questa solo di una prima applicazione pratica, che nel corso degli anni, regalerà non poche soddisfazioni. Grazie all’integrazione della NFC sui cellulari, il telefono potrebbe diventare presto una tessera per la biblioteca, la carta fedeltà per alberghi e aerei, l’abbonamento per la palestra e tanto altro ancora, rendendo ancora più semplici le piccole azioni della vita quotidiana.

Ma in cosa consiste questa tecnologia? Altro non è che l’evoluzione di una combinazione di Radio Frequency Identification (RFID) e di altre tecnologie di connettività. Mettendo a contatto due apparecchi integrati con NFC a una distanza ridotta (max 1 cm), i due sono in grado di passarsi informazioni. I chip NFC sono di piccolissime dimensioni e a basso consumo energetico e possono quindi facilmente essere integrati nei telefoni cellulari: in questo modo il vostro telefono sarà in grado di immagazzinare informazioni, come biglietti elettronici, abbonamenti e moneta virtuale, diventando veri e propri sostituti delle carte di credito. Il pagamento avviene in modo semplice e immediato: la transazione viene registrata semplicemente mettendo i due elementi (cellulare e apposito sensore) uno sopra all’altro.

L’origine di questa tecnologia si trova nel brevetto RFID, datato 1983 e realizzato da Charles Walton. Da qui all’invenzione della tecnologia NFC il passaggio è breve: è nel 2004 che vengono effettivamente buttate le basi per la sua applicazione sul mondo del cellulare. Il primo telefono Android dotato di NFC fa la sua comparsa solo nel 2010 e progetti pilota per l’utilizzo sono stati avviati subito dopo.

A implementare e promuovere la tecnologia NFC ci pensa un’associazione chiamata Near Field Communication Forum: vi fanno parte diversi importanti brand di diverse parti del globo in qualità di sponsor, membri principali e associati. Il numero di aziende interessate a questa risorsa è in costante crescita.

Se in quasi tutti i Paesi la tecnologia NFC integrata agli smartphone è ancora da testare e scoprire, in alcune parti ha già visto la luce con esiti soddisfacenti. Si tratta del Giappone dove il progetto è stato lanciato due anni fa e in meno di 700 giorni ha raggiunto un risultato incredibile: sono stati venduti oltre 14 milioni di cellulari abilitati a questa tecnologia. Nel resto del mondo siamo ancora in una fase di test. Tra i progetti più rivoluzionari si trova quello dell’aeroporto francese che prevede l’utilizzo di smartphone come pass di sicurezza e apparecchio per pagare parcheggi e merci all’interno dello scalo e il progetto italiano chiamato “Buono Pasto Mobile” che consente di pagare il pasto attraverso il cellulare. E ancora, in Italia, anche i Musei Capitolini di Roma si sono prestati a questa fase sperimentale, permettendo ai visitatori con apposito smartphone integrato di accedere ai contenuti multimediali delle opere. Sperimentazioni, inoltre, coinvolgono anche le banche, che hanno attivato il progetto su un numero ristretto di utenti.

Last modified: 5 Novembre 2012

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