I graffiti dei fan accampati

Eventi LG| 1 minuto

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L’accampamento a ridosso della barriera è un presidio permanente a metà fra l’occupazione studentesca e il viaggio della speranza. Ci si pianta lì alle prime ore dell’alba, armati di ombrelli per difendersi dal sole e dalla pioggia, panini mollicci avvolti nel cellophan, acqua e macchine fotografiche, e si aspetta. Le celebrità arrivano dal pomeriggio in poi, in abito da sera: uno o due alla volta scendono dalle auto che li recapitano sul tappeto rosso, sorridono, agitano le mani, salutano quelli che li chiamano se riescono a sentirli nel fracasso generale.

Sarà la noia delle lunghe attese o il desiderio di lasciare un segno a generare i graffiti. Scritti in tutte le lingue e con tutte le grafie, più o meno comprensibili, rappresentano allo stesso tempo la voglia di testimoniare il proprio passaggio e la più completa impermanenza, dato che le strutture su cui vengono depositati saranno smantellate alla fine della Mostra. Sono un modo di passare il tempo e cristallizzare un momento, amori, amicizie, pensieri. Sono anche la testimonianza della tendenza umana alla distruzione dell’ordine. Ma soprattutto sono un’antologia di errori di grammatica e ortografia che lèvati.

Photo Credits: Kikapress

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Last modified: 16 Marzo 2017

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