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Contagion, la recensione

Eventi LG| 1 minuto

Gwyneth Paltrow

Un disaster movie teso e inquietante, quello di Soderbergh: freddo come la distanza che le persone devono tenere fra loro per non morire di una misteriosa influenza killer, e spaventoso come la Cina da cui l’influenza proviene. (Nella foto sopra, un’irriconoscibile Gwyneth Paltrow, colpita dal virus.)

I canoni del genere sono rispettati, ma Soderbergh riesce a inserirli in una struttura corale simile a quelle che gli sono tanto care: “Contagion” promette di essere un vero successo al botteghino.
E’ un film accessibile, comprensibile, che parla alle paure delle persone comuni: la malattia, la morte improvvisa, la minaccia di un germe sconosciuto.
Soderbergh sferra anche un attacco diretto ai blogger complottisti, impersonati qui da un viscido Jude Law:

“Blogging is not writing, it’s graffiti with punctuation”

dice uno dei personaggi.

In questo caso, forse, è proprio vero.

 

Last modified: 17 Gennaio 2020

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