Venezia, parla la giuria: un cartellone eccezionale

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Dopo le parole di Muller è la volta della giuria di Venezia
 
Esordisce il presidente della giuria, il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky. Lodando innanzitutto il cartellone:

«Che tipo di esperienza si aspetta, come presidente della mostra del cinema?»
«Guardando i titoli è sicuramente un anno straordinario. Non ricordo di aver mai visto un elenco così ricco, è emozionante pensare d guardarli tutti. Di solito ci sono sempre dei titoli meno interessanti, ma quest’anno non è così.»

«Lei in passato ha portato qui il suo film, ora come pensa di comportarsi nel giudicare film di altri, sapendo quanto può essere importante avere successo a Venezia?»
«Quando presento un film a una mostra è sempre eccitante. Non partecipo mai sperando di ottenere qualcosa, un premio. Le giurie hanno natura diversa, non è il mondo a giudicare, sono specifiche, poi il mondo giudica quando il festival finisce. È il pubblico che decreta il successo. Noi siamo dei tecnici… è il film stesso che decide il suo destino. Il ruolo della giuria non va preso troppo seriamente.»

«Come gestirà la giuria? Quale sarà suo modus operandi?»
«Non ne ho idea. Affronterò compito con onestà apertura senza pregiudizi, e x me cercare di votare per quello che mi colpisce di più dal punto di vista intellettuale, essere onesto.»
 
È poi la volta di Todd Haynes, figura chiave del cinema indipendente.

«È qui per la terza volta nella giuria, l’anno scorso dopo Venezia ha avuto una nomination all’Oscar quindi evidentemente e porta fortuna! Cosa ritiene sia più difficile nel giudicare gli altri registi?»
«Giudicare è un termine forte e mi spaventa, credo comunque che serva essere onesti nei confronti del materiale, lasciarlo arrivare senza atteggiamento di giudizi…  mi fido di marco e del suo team e sul fatto che ci abbiano portato 23 grandi film so che c’è qualcosa di speciale in ciascuno di essi, dovrò vedere cosà mi colpirà.»
 
Anche David Byrne, leader dei Talking Heads negli anni ’70 e successivamente creatore dell’etichetta discografica di successo Luaka Bop, che dal ’90 lavora su progetti di arte visuale e fotografia esposti in tutto il mondo, si dichiara entusiasta per la rosa dei film presenti a Venezia.

«È eccitato di essere qui? Con che spirito sceglierà film?»
L’elenco è davvero straordinario! La sfida sarà avere la mente aperta, non essere influenzati dal fatto che un film potrà avere successo perché ci sono grandi attori o al contrario non avere pregiudizi verso le pellicole più commerciali.»
 
Anche l’italiano Mario Martone sottolinea soprattutto la necessità di liberarsi dai pregiudizi e vedere i film a mente sgombra, mentre Todd Haynes chiude con una risposta sull’imparzialità. E sull’eccezionalità di Venezia:

«Fa parte della giuria e ha anche un film in concorso. Come farà a essere un giudice imparziale quando in gara ci sono tanti attori che hanno lavorato con in precedenza con lei?»
«Lo spirito che abbiamo è vederli in una magnifica cecità, verremo chiusi in una stanzetta per condividere i feedback e credo che questa sarà un’esperienza neutralizzante. Venezia è un festival straordinario; questa sarà un’esperienza eccezionale per tutti noi.»

Photo Credits: Kikapress

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Last modified: 16 Marzo 2017

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