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Muller : «un film deve dare emozioni» – La conferenza di apertura della 68° Mostra del Cinema

Eventi LG| 2 minuti

muller
Parla Marco Muller, il direttore della kermesse veneziana, alla conferenza di apertura della 68° Mostra del cinema. Dicendosi prima di tutto felice del nuovo ruolo più diretto dell’organizzazione: «Quest’anno la Biennale ha potuto finalmente assumere un ruolo più immediato nella gestione e organizzazione degli spazi», ha esordito.

«Da quest’anno La Biennale non è più solo un’ospite, ma gestisce gli spazi del festival. C’è una nuova prospettiva di rilancio della mostra che non sarà più data dalla costruzione di un nuovo palazzo del cinema (Muller fa riferimento polemica sul buco di bilancio, che ha dato vita a un duro attacco su Le monde), ma dalla valorizzazione della sua storia e dalla ristrutturazione di questi luoghi storici.»
E ha proseguito ricordando un po’ di storia:
«Quella di Venezia è la più antica mostra del cinema e l’unica che dispone ancora dell’edificio originale, inaugurato il 6 agosto del 37 da Shall We Dance, con Ginger Rogers e Fred Astaire e stasera sarà nuovamente inaugurata, dopo il restauro, con il film di George Clooney. Casualmente, due film americani per le due inaugurazioni storiche.»

Poi, spazio alle domande…

«Non le sembra ci sia un’overdose di festival del cinema in italia?»
«Dovremmo essere noi a fare questa domanda al resto di italia e del mondo, visto che il primo festival è nato qui», l’ironica risposta di Muller.

«Pensa che questa mostra abbia un carattere da retrospettiva
«Noi guardiamo alla storia del festival ma il programma non guarda certo al passato, basti pensare alla presenza di Cronemberg. L’importante è che a Venezia oltre all’estetica si riesca a catturare anche un diverso valore di mercato del film, motivo per cui quest’anno abbiamo una grande selezione di prime mondiali.»

«Come gestisce la concorrenza con Toronto? Come riuscite a convincere i film più importanti a presentare fare la prima qui e non lì?»
«La passerella di Venezia ha il potere di regalare a un film l’immagine giusta che immediatamente gli fa fare in 24 ore il giro del mondo… Alcune pellicole che ancora non hanno distributori Usa, ad esempio, se vengono qui poi rimbalzano a Toronto e trovano la distribuzione.»

«Al di là delle logiche commerciali, quando sceglie personalmente un prodotto cinematografico, cosa preferisce?»
«Sicuramente scelgo le emozioni. Il film che entra dentro e non ti lascia più. Secondo me è inutile il film straordinario per la precisione tecnica, quello che però annoia.  Se uno si alza con la piega dei pantaloni stropicciata, allora vuol dire che si è annoiato.»

Photo Credits: Kikapress

LG ti porta al Festival di Venezia

Last modified: 16 Gennaio 2020

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